Un
altro obiettivo
della serie MC Rokkor di notevole qualità ottica caratterizzato
da un angolo di campo pari a 180° sulla diagonale del fotogramma
35mm. La
prima versione fu presentata nel novembre 1969 (MC Rokkor di
prima generazione con ghiera in metallo) e rimase in produzione
fino al 1971 circa. Ad esso seguirono due versioni (MC Rokkor
di seconda generazione con ghiera in gomma) prodotte rispettivamente
nei periodi 1972-1974 e 1974-1977 (l'esemplare nella figura
sopra). Un nuovo aggiornamento nel solo coating e nel "perno
dei diaframmi MD" fu proposto nella serie MD Rokkor (produzione
1978-1981 circa). Infine nella ultima serie MD lo schema ottico
fu "alleggerito" e si passò allo schema 10/8
(la versione meno performante).
Si trattò indubbiamente di uno dei più longevi
progetti ottici proposti da Minolta (insieme al MC MACRO Rokkor
50/3.5) tanto da essere riproposto sia nel sistema Minolta AF,
con un ritorno allo schema ottico originario 11/8, nel periodo
tra il 1985 ed il 2005, sia nell'attuale versione del SONY AF
16/2.8 fisheye (schema 11/8). A consacrare la notevole qualità
ottica di questo speciale obiettivo fu inoltre la stessa Leitz
che chiese proprio a Minolta, negli anni '70 e 80', di costruirlo
per il proprio sistema reflex col nome Leitz
R 16mm f2.8 fisheye con identico schema ottico del Rokkor
(11/8).

The
Leitz Version of the Rokkor 16mm f2.8 fish-eye
La
costruzione meccanica si avvicina alla perfezione tecnica mostrando
subito "al tatto" una notevole sensazione di robustezza
e qualità meccanica. Internamente è dotato di
un sistema di montaggio filtri (1A
- Y48 - O56 - 80B)
che vengono azionati mediante una sorta di anello posto al di
sopra della ghiera di messa a fuoco. La lente anteriore non
ruota durante la messa a fuoco.
Le
prestazioni ottiche rilevate su sensore digitale (CANON EOS
20D) sono molto buone (specie al centro del fotogramma) anche
alla piena apertura - f2.8 - con assenza quasi totale di aberrazioni
di ogni tipo. A piena apertura non è stata rilevata nè
vignettatura nè coma, ma solo una leggera aberrazione
sferica ai bordi. Chiudendo il diaframma già a f4 la
resa ai bordi migliora considerevolmente in termini di nitidezza,
contrasto ed uniformità centro-bordi. Le migliori prestazioni
sono state rilevate tra i diaframmi f5.6 ed f8, valori dove
si è rilevata una notevole "pulizia" nelle
immagini.
Obiettivo
che non teme confronti con le stesse focali prodotte dalla concorrenza
all'epoca. Indubbiamente un' altra tra le le migliori realizzazioni
di Minolta.
Sul
mercato dell'usato è ancora oggi piuttosto raro e costoso.
Samples
on CANON EOS 20D
(8.3megapixel, APS-C)

(1/400sec,
,f5.6-8, 100iso)
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(1/30sec,
f4-5.6,800iso)
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