|
Article, pages and photos are © Mauro Placido - All rights reserved - About the Author
In questa sezione passeremo in rassegna i dettagli tecnici alla base di questa nuova soluzione con l'obiettivo di dimostrare come sia possibile trasformare una CANON DSLR in una DSLR in grado di montare obiettivi a fuoco manuale Minolta MC/MD Rokkor garantendo la possibilità di raggiungere il fuoco ad infinto con un adattamento solo meccanico (ovvero: senza utilizzare adattatori con elementi ottici interni per la correzione del tiraggio). La teoria ci insegna che la possibilità di adattare un obiettivo X su una DSLR con (diversa) baionetta Y è legata essenzialmente al concetto di "tiraggio ottico" (in inglese: "register"). Ma che cosa è il tiraggio ottico? E' la distanza (in millimetri) tra il piano del sensore digitale (o della pellicola) ed il piano superiore della flangia della DSLR. Si tratta di una definizione semplice in quanto non mi sembra il caso di parlare di punti nodali di un obiettivo fotografico (troppo difficile per la maggior parte dell'utenza fotografica).
Una visione semplificata di mirabox all'interno di una generica DSLR Se il tiraggio dell'obiettivo X è maggiore rispetto a quello della DSLR Y l'adattamento è molto semplice da attuarsi ed è possibile utilizzare un anello (da montare sopra la flangia originale della DSLR) solo meccanico che compensa con il suo spessore la differenza tra i due tiraggi ottici (H=X-Y).
Ma ... cosa accade se il tiraggio dell'obiettivo è minore del tiraggio della DSLR ? Questa è proprio la situazione che si presenta per le ottiche Minolta MC/MD (tiraggio X = 43,5 mm) quando vogliamo utilizzarle su una DSLR CANON EOS (tiraggio Y = 44 mm). Diciamo subito che se vogliamo mantenere la possibilità di raggiungere correttamente la messa a fuoco ad infinito, senza far uso di adattatori con lenti interne per la correzione del tiraggio e quindi operando con un adattatore solo meccanico, è necessario modificare la flangia (e aggiungo che questa è l'unica soluzione possibile !). L'adattamento è possibile grazie anche al maggiore diametro geometrico della baionetta EOS EF rispetto a quello della baionetta Minolta MC/MD.
Dal punto di vista della "copertura ottica" del sensore (intesa come proprietà dell'ottica di proiettare la luce in ingresso sul piano del sensore digitale), possiamo dire che un obiettivo Minolta MC/MD Rokkor, quando è montato sulla flangia EOS-MD, si comporta esattamente come un obiettivo Canon sulla flangia EF originale. Ad esempio su una EOS DSLR (con sensore APS-C) un Minolta MD Rokkor verrà "croppato" del fattore 1.6X (tipico dei sensori Canon APS-C). Il seguente schema illustra in modo semplice e chiaro i concetti precedentemente espressi. In estrema sintesi la flangia EOS-MD riduce il tiraggio della DSLR CANON EOS portando il suo valore da 44mm a 43,5mm (che è proprio quello delle ottiche Minolta MC/MD !).
Schema gentilmente concesso dallo Staff (Cejes) del Minolta Sony Club - Italia.
Principali caratteristiche e compatibilità della flangia
E per quanto riguarda la messa a fuoco ? E' possibile operare la messa a fuoco con precisione utilizzando questa flangia con gli obiettivi a fuoco manuale come i Minolta MC/MD Rokkor? La risposta è ovvia: si ! Nonostante gli schermi di messa a fuoco originali in dotazione alle DSLR EOS non siano concepiti per l'utilizzo con ottiche manuali è possibile adottare due soluzioni alternative (da utilizzare eventualmente anche in "coppia") che risolvono completamente il problema. La
prima soluzione è quella di sostituire il vetrino di messa
a fuoco originale con un vetrino dotato di stigmometro e corona
di microprismi (facilmente reperibile nuovo su ebay effettuando
una ricerca con "EOS split screen"). In alcuni
casi detti vetrini universali possono introdurre un leggero backfocus
nelle immagini in quanto costruiti con uno spessore leggermente
inferiore ai vetrini originali. In nessun caso è stato rilevato
il frontfocus. Si noti che il fenomeno del backfocus/frontfocus
è completamente scorrelato dalle modifiche al tiraggio ottico
della DSLR di cui si è appena discusso.
Il seguente seguente schema mostra l'interno della DSLR e come è possibile agire per eliminare il problema (se presente) del backfocus. La luce che entra dall'obiettivo segue due cammini differenti indicati con P1 (durante la messa a fuoco) e P2 (durante l'esecuzione dello scatto fotografico). Al fine di avere immagini perfettamente a fuoco il percorso P1 deve essere uguale al percorso P2, ovvero P1=P2. Se P1>P2 tutte le immagini saranno affette da backfocus (ovvero, si focheggia con lo stigmometro in un certo piano P mentre osservando le immagini digitali il piano di fuoco è leggermente dietro il piano P). Se invece P1<P2 si presenterà il frontfocus (ovvero, si focheggia con lo stigmometro in un certo piano P mentre osservando le immagini digitali il piano di fuoco cade leggermente prima del piano P). Analizziamo in dettaglio il caso di interesse: P1>P2 (backfocus). E'
possibile correggere tale "errore" effettuando una opportuna
taratura (si tratta in sintesi di aggiungere spessore tra il vetrino
ed il pentaprisma) al fine di soddisfare P1=P2. A livello operativo
basta inserire, nel solo perimetro esterno del vetrino sul lato
rivolto verso il pentaprisma stesso, una sottile striscia di larghezza
pari a 1mm (max 1,5mm) di nastro adesivo (Scotch 3 Magic, con spessore
di circa 0.05mm). La taratura consiste nel trovare il giusto spessore
(in genere bastano 1 o 2 strati di nastro con spessore pari a 0.05mm-0.1mm)
per avere la messa a fuoco corretta utilizzando la scala graduata
a 45° riportata nel seguente
articolo alla pagina 18. Tale spessore non risulterà
visibile nel mirino di messa a fuoco in quanto coperto dal sottile
telaio di metallo che ancora il vetrino stesso al di sotto del pentaprisma.
Un vetrino con stigmometro e corona di microprismi, (a sinistra senza spessore, a destra con spessore sul perimetro esterno).
La
seconda soluzione è quella che utilizza la funzione Live
View, presente nelle fotocamere di ultima generazione (EOS 40D,
450D, 1000D, 500D, 50D), che consente di mettere a fuoco l'immagine
utilizzando direttamente il piano focale (ovvero il sensore CMOS
!). In altre parole la messa a fuoco viene eseguita osservando l'immagine
- al 100% di ingrandimento - direttamente nello schermo LCD della
fotocamera. Il Live View è molto utile per l'astrofotografia
e le macro in cui la messa a fuoco è particolarmente critica.
A
differenza di quanto accade utilizzando il vetrino a stigmometro,
in cui la messa a fuoco va effettuata comunque con diaframma tutto
aperto, con il Live View è possibile mettere a fuoco con
estrema precisione anche utilizzando l'ottica diaframmata a valori
intermedi come f5.6 e f8 (il Live View compensa ogni perdita di
luminosità dovuta alla chiusura del diaframma). Il Live View
inoltre può essere utilizzato come esposimetro TTL di estrema
precisione, in quanto consente di misurare la luce che attraversa
l'obiettivo (TTL) direttamente sul piano focale (il sensore CMOS),
anche a diaframma chiuso, in modalità a priorità di
diaframma o manuale, avvalendosi delle varie modalità esposimetriche
(matrix, spot, semispot, media centrale, etc.) offerte dalla fotocamera.
Ci sono ancora dubbi circa la possibilità di poter montare ottiche Minolta MC/MD Rokkor e MD su reflex digitali CANON ? Io spero di no.
Article, pages and photos are © Mauro Placido - All rights reserved - About the Author |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||